In Fai carriera con LinkedIn ho parlato delle attività di personal branding per avere successo professionale. Tra esse, il controllo della qualità e della quantità della rete di contatti sono fondamentali. Trovi qui l’estratto del capitolo che ti aiuta a gestire le richieste ricevute.

​Cosa fai se, quando sei su LinkedIn (o nella tua casella di posta), trovi un invito a connetterti con una persona che non conosci? Aumentare il numero di collegamenti e il network può creare opportunità professionali, ma tieni sempre a mente che contano di più la qualità dei profili con cui ti colleghi e la sicurezza digitale dei dati che dai al social e alle tue connessioni di primo grado.

Ricordati inoltre che, se aggiungi un buon numero di persone attive del tuo settore, LinkedIn può diventare un vero e proprio giornale digitale per tenersi aggiornati (ne parleremo più avanti). Ricordati di accettare gli inviti sempre quando hai già eseguito il login su LinkedIn e mai facendo click sugli inviti che ti arrivano nella casella di posta elettronica: il motivo è legato alla presenza di e-mail fasulle che sembrano provenire da LinkedIn, ma in realtà sono inviate da spammer e criminali informatici che, approfittando dei dati personali rubati sui social, vogliono far attivare agli utenti un link pericoloso con cui diffondere un virus o impadronirsi del loro dispositivo.

Come gestire le e-mail di LinkedIn senza rischi

 

Se decidi di interagire con le e-mail di LinkedIn che trovi nella tua posta, verifica che le missive siano inviate davvero da LinkedIn, come si vede nell’immagine: lo puoi capire da alcuni dettagli, tra cui la nota di sicurezza a piè di pagina che riporta il tuo nome, incluse emoticon, stelline e caratteri speciali, il tuo titolo professionale nel tuo account, e soprattutto l’indirizzo e-mail da cui parte il messaggio (jobs-listing@linkedin.com, messages-noreply@linkedin.com o altri, sempre con l’estensione del dominio linkedin.com).

Figura 1. Note a piè pagina di un’e-mail inviata da LinkedIn.

Le e-mail di phishing che vengono inviate sono molto simili a quelle reali, ma contengono meno dati personalizzati e qualche dettaglio differente rispetto a quelle originali. Perché bisogna stare comunque attenti? Il motivo è che, anche se vedi questa nota di sicurezza, non è detto che l’e-mail sia effettivamente sicura e inviata da LinkedIn. Quindi è sempre meglio connettersi al proprio account e verificare dall’interno del profilo se la richiesta è arrivata davvero oppure no. Nel caso tu abbia ricevuto un’e-mail sospetta di phishing legata a LinkedIn, è opportuno segnalarla affinché la piattaforma possa svolgere gli opportuni controlli.

Proseguendo con i consigli importanti per la tua sicurezza, dovresti evitare di collegarti con i profili di persone sconosciute senza prima avere fatto un controllo di massima. Questo perché, nel caso di una presenza eccessiva di account fasulli nella propria rete, questi comprometterebbero il punteggio di qualità del network del tuo profilo, senza apportare alcun reale beneficio.

Un altro problema da non sottovalutare è legato alla diffusione dei tuoi dati. Hai ormai compreso che un profilo finto potrebbe chiederti il collegamento di primo grado con l’unico obiettivo di accedere ad alcuni tuoi dati che altrimenti non avrebbe a disposizione. Per fortuna, la maggior parte delle richieste di connessione si rivela interessante al fine della crescita del tuo network.

Il galateo di LinkedIn: stabilire nuove connessioni

 

La prima cosa da fare, quando si accetta una connessione considerata di valore, è ringraziare con un breve messaggio colui che ha inoltrato la richiesta di contatto. Se stai cercando lavoro, per prima cosa cerca di stabilire un dialogo, e solo successivamente proponiti. Se lavori in ambito commerciale, aspetta prima di inviare una proposta di vendita: a titolo di esempio qui sotto ho copiato e incollato un messaggio che, a mio parere, salta tutti i “preliminari” del caso, anche se in modo astuto:

Ciao Ale,

recentemente abbiamo sviluppato un nuovo strumento per monitorare l’engagement (le relazioni) sui social network e in generale per monitorare ogni relazione professionale e personale. Iscriviti gratuitamente al sito www.vaialpunto.com per iniziare a provarlo da subito.

A presto, Roberta

 

“Ecco da cosa si vede il buon commerciante. Ti fa comprare quello che lui vuol vendere”[1], sosteneva Joyce, e la realtà è esattamente questa: la gente non ama che le si venda qualcosa, ma adora comprarla. Prima di fare una proposta commerciale a un prospect non profilato cerca di generare un dialogo con la persona potenzialmente adatta alla tua rete, creando quindi una nuova opportunità (non trascurare nessuna delle tappe del tuo funnel di vendita).

Dedica un’ora al mese a inviare una richiesta di connessione a persone e prospect vicine al tuo network, quelli che hanno molti collegamenti in comune con te, che ti sono vicini geograficamente, oppure che lavorano nel tuo stesso settore. Invia una richiesta di collegamento a sconosciuti o accetta solamente se hanno almeno un minimo di connessioni condivise con te e 1 o 2 gradi di separazione al massimo, per essere certo che siano profili affidabili.

Come riconoscere un profilo falso su LinkedIn?

 

Ti è arrivata una richiesta di collegamento che ti sembra losca e secondo te non appartiene a qualcuno realmente esistente? Se sei incerto, reputi la connessione potenziale e hai trenta secondi da dedicare alla cosa, guarda il profilo LinkedIn del richiedente, controlla quanti collegamenti in comune avete, se il suo curriculum vitae professionale è completo, e verifica se ha ricevuto delle conferme delle sue competenze da altri utenti LinkedIn reali. Se tutto ciò non basta, cerca il nome su Google: potresti fare delle scoperte interessanti, che confermano la sua identità o meno! Per controllare se la foto del profilo LinkedIn è stata rubata a qualcuno, usando Chrome fai click su di essa con il tasto destro e seleziona “Cerca l’immagine su Google”.

Se alla fine di tutto non sei ancora convinto, nel dubbio non rischiare. Su LinkedIn esistono molti profili spam localizzati in Ucraina, India, Iran e sud-est asiatico, donne (giovani e belle, ovviamente) e CEO di aziende che si occupano di IT[2]. Questi profili fasulli, detti leader, spesso hanno dei profili altrettanto fake che li supportano. In questo caso i dati inseriti sono molto meno elaborati e normalmente non hanno molte connessioni, né alcuna recensione minimamente attendibile. L’obiettivo di questi supporter è creare una finta rete di relazioni e competenze fasulle, necessarie agli account leader per avere maggiore credibilità e visibilità. Grazie a questo metodo i profili leader appaiono ai più come affidabili, purtroppo.

Spesso i profili fake dicono di avere ruoli che in realtà non ricoprono, per far percepire un’illusoria potenzialità professionale su LinkedIn. Un esempio molto diffuso è quello dei falsi cacciatori di teste (selezione del personale), ai quali, se sei alla ricerca di un lavoro, tenderai a dare il collegamento, nella speranza che ti portino qualche possibilità interessante.

È importante quindi capire quando si ha a che fare con un profilo fasullo ed evitare di associarsi a quelli che potrebbero in qualche modo approfittarsi dei dati cui accedono grazie al collegamento. Anche quando valuti e accetti offerte di lavoro provenienti da LinkedIn, se puoi controlla che il profilo che le pubblica sia legittimo, contattando direttamente il presunto datore di lavoro oppure persone affidabili che lavorano in quell’azienda. LinkedIn è sempre più popolare anche in ambiti non molto professionali, in quanto è il social più diffuso tra manager e professionisti mediamente più facoltosi. Controlla sempre la foto, la sintesi professionale e i pregressi lavorativi.

Dopo aver verificato che il profilo non sia spam o finto, ecco quattro domande semplici le cui risposte permettono di scremare gli sconosciuti e decidere se accettare oppure no un invito a collegarsi su LinkedIn:

 

  • Ho almeno 30 connessioni in comune con questo profilo? Avere contatti condivisi che hanno accettato il contatto a te sconosciuto può essere un segnale di veridicità del profilo.
  • Il lavoro inserito nel profilo è in linea con ciò che faccio? La coerenza semantica con il tuo profilo è importante per l’algoritmo di LinkedIn. Quindi, accetta i profili che la rafforzeranno.
  • Esistono potenziali di business, oppure nuove opportunità di lavoro? Se il collegamento è un potenziale lead, un cacciatore di teste o un datore di lavoro interessante, accetta la connessione.
  • Vive nel raggio di 500 km da me? Attenzione alla coerenza geografica! Per quale motivo una persona che fa un lavoro diverso dal tuo dall’altra parte del mondo dovrebbe essere interessata a entrare in contatto con te?

Il miglior modo per salvare dati ed e-mail dei propri contatti

 

Un aspetto da considerare nella creazione di connessioni è che dati ed e-mail dei contatti sono una parte fondamentale del patrimonio LinkedIn. Perderli potrebbe essere disastroso: ecco perché LinkedIn ha un’opzione per l’esportazione di tutti i contatti di primo grado, attraverso la quale è possibile produrre un file Excel con tutti gli indirizzi e-mail, i nomi, i cognomi e altre informazioni delle connessioni più strette. Considera che se oggi comunichi con l’indirizzo e-mail aziendale di un cliente e poi questo cambia lavoro, potresti non avere più una modalità semplice e diretta di contattarlo. Ecco che, se hai una connessione di 1° livello su LinkedIn oppure l’indirizzo e-mail privato, sei ancora in grado di ricontattarlo.

Come puoi scaricare le e-mail delle tue connessioni? Prepara la tua password e collegati da browser sull’indirizzo https://www.linkedin.com/mynetwork/contacts, e poi scegli “Esporta i contatti”; ti porterà sulla pagina “Impostazioni/dati dei membri” (di norma l’URL è https://www.linkedin.com/psettings/member-data) e da lì puoi fare il salvataggio di tutta la tua attività su LinkedIn, incluse forse[3] le e-mail delle connessioni di primo grado (nel passaggio finale ti servirà la password).

Questo trucchetto che pochi conoscono ti aiuterà a mantenere tutti i contatti della tua rete in caso di cambi di azienda, di problemi con il profilo o di qualsiasi altra criticità. Penso che per questioni di GDPR e privacy LinkedIn potrebbe presto chiudere questa funzionalità, quindi muoviti!

Conclusioni

 

Può capitare di accettare una connessione di I° grado su LinkedIn che poi ti tartassa. Se vuoi rimuoverla dai tuoi contatti, ecco il video sotto che spiega come farlo.

Profilo dell'Autore

Imprenditore con AvantGrade, dove si occupa di SEO, Social, Content e Digital dal 2011, ex dipendente di Ferrero e Campari, è il “papà” del Gorilla Crodino.

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BIBLIOGRAFIA

   

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